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Le novità europee nel campo della digitalizzazione

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cartina del mondo digitale

Le nuove strategie di inserimento nel nuovo e crescente contesto della tecnologia digitale, previste dalla Commissione Europea, rappresentano una svolta fondamentale nella storia della digitalizzazione mondiale. L’obiettivo dell’Europa è quello di applicare il principio di universalismo ai nuovi servizi digitali, in modo da renderli accessibili a tutti i cittadini, e di promuovere una società più aperta alla trasformazione, alla dinamicità e alla sostenibilità. 

La legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali, rispettivamente il Digital Service Act e il Digital Markets Act, rappresentano le due nuove proposte legislative della Commissione Europea. Esse si focalizzano su un completo stravolgimento dell’utilizzo delle piattaforme online, dai social media ai mercati online, che coinvolgono attivamente e quotidianamente cittadini e imprese europee.

La trasformazione digitale europea è un processo iniziato già anni fa, a partire dalla collaborazione tra istituzioni europee e Stati membri dell’UE, i quali hanno riflettuto a fondo sui diversi ammortizzatori previsti per attenuare gli effetti della digitalizzazione, in particolar modo sui diritti fondamentali, sulla concorrenza e sulla vita ed esperienza delle diverse società ed economie europee. Il risultato di questa profonda riflessione non è altro che questo nuovo pacchetto di leggi, le quali sono state per l’appunto presentate dalla vicepresidente esecutiva della Commissione, Margrethe Vestager, e dal Commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton. 

Attraverso questo nuovo corpus normativo i consumatori europei avranno finalmente la possibilità di agire su mercati digitali più sicuri ed equi e di usufruire di servizi digitali innovativi e attendibili in un contesto espansivo e competitivo sia per le piccole e medie imprese, che per le start-up. Si tratta dunque di un complesso di regolamentazione delle piattaforme online, le quali saranno sottoposte ad una serie di controlli e dovranno rispettare specifiche condizioni di accesso e operatività per poter accedere al mercato unico, senza incorrere in sanzioni per loro pericolose. L’obiettivo della Commissione Europea è quello di plasmare il complesso mondo dell’Internet, in modo da renderlo un luogo più affidabile, ordinato, e privo di qualsiasi pericolosità. 

Per sconfiggere quell’illegalità che dal mondo reale si è rapidamente diramata nel mondo digitale è necessario un sistema di sorveglianza maggiormente integrato nel piano accuratamente previsto dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, incentrato sullo sviluppo di una solida “sovranità digitale” europea. Questo programma sovranista è volto a proiettare i principi fondamentali dell’Unione Europea, come uguaglianza, democraticità e integrazione, nel cyberspace europeo, dove la lotta alla competitività e l’intelligenza artificiale si fondono e influenzano gli utenti online. 

Tra le democrazie mondiali, l’Unione Europea è sicuramente più arretrata rispetto a quei giganti, come gli Stati Uniti e la Cina, che attualmente gestiscono un suolo operativo digitale di enormi dimensioni e che sono in possesso di un mercato di dati, che permette loro di acquisire una posizione di monopolio a livello globale. Questo spiega il motivo per cui l’Europa si sta attivando in questo specifico campo di interesse, in modo da adeguarsi a questa corsa alla digitalizzazione. Tuttavia, il meccanismo digitale europeo è definito come una “macchina strana”, che possiede un freno, ma che è priva di un acceleratore efficiente: è capace di evitare o addirittura bloccare eventuali inefficienze nel sistema, ma è incapace di far accelerare il processo di trasformazione digitale in tutti i Paesi membri dell’Unione. Le aziende posseggono gli strumenti e le tecnologie necessarie, ma non producono ancora la quantità di dati utile per raggiungere il livello dei “big-data” dei colossi stranieri e sono ancora poco interdipendenti. 

La Commissione Europea ha così reagito, proponendo innanzitutto di creare un cloud europeo di dati, ovvero una sorta di contenitore di dati facilmente accessibile e manovrabile da parte di tutti gli utenti europei beneficiari; in secondo luogo, la Commissione ha proposto un nuovo sistema di regole, volte a proteggere e tutelare un insieme di settori coinvolti nella digitalizzazione. È proprio a partire da questo attento piano sovranista che la Commissione è riuscita a sviluppare e proporre il nuovo pacchetto di norme sulla digitalizzazione. È un processo lungo, ma in continua evoluzione. 

Digital Service Act – DSA

La criminalità online è un fenomeno altamente rischioso, che si è diffuso sulle piattaforme digitali di tutto il mondo. L’approdo dell’illegalità in Europa ha stravolto completamente le esperienze online dei consumatori, i quali non solo hanno visto i loro diritti lesi, ma spesso si sono ritrovati inconsapevolmente coinvolti in azioni illegali. La nuova legge sui servizi digitali è stata creata con lo scopo di porre delle barriere a queste irregolarità sistemiche, imponendo una serie di obblighi vincolanti e di procedure di controllo, smistamento e rimozione dei contenuti illegali, per tutti i servizi digitali attivi a livello europeo. Si tratta di un complesso articolato di regole, ispirato ai livelli di democraticità europei, volto a proteggere e tutelare gli utenti nello svolgimento delle loro attività online. 

Con il DSA la Commissione Europea riconosce la presenza di servizi e di fornitori di servizi digitali, i quali sono diversi per natura, dimensione, impatto e ruolo: dalle semplici piattaforme online, fino alle piattaforme di intermediazione, che hanno modalità differenti di gestione dei contenuti e di rilevazione di elementi illegali. Proprio in base alla qualità del servizio e alla tipologia di fornitore, la Commissione ha stabilito degli obblighi specifici, come norme per la rimozione di contenuti illegali online, oppure obblighi di prevenzione di abusi sulle piattaforme. Importanti sono anche l’obbligo di applicare misure di trasparenza alle pubblicità e agli algoritmi utilizzati per influenzare le scelte decisionali degli utenti, oppure le norme sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online. La Commissione e le autorità pubbliche, nazionali e comunitarie, insieme ad un consiglio di coordinatori nazionali dei servizi digitali, come l’Agenzia per l’Italia Digitale, si occuperanno di sorvegliare le principali piattaforme digitali, anche con la possibilità di applicare sanzioni nei loro confronti, in caso di violazione delle regole. 

Digital Market Act – DMA

La presenza consistente dei cosiddetti “gatekeeper” sui mercati digitali, ovvero larghe piattaforme online tramutate in controllori di accesso agli stessi mercati, ha posto una serie di problemi e di sfide all’Unione Europa e alla sua gestione del processo di digitalizzazione. I gatekeeper sono piattaforme estremamente forti, sviluppate e in grado di operare a lungo nei mercati, capaci di condizionare non solo le esperienze degli utenti, ma anche l’intero mercato europeo. Essi svolgono importanti azioni di intermediazione tra gli utenti commerciali e i consumatori, per cui, in caso di irregolarità, questi ultimi ne subiranno immediatamente gli effetti negativi. Cosa si intende per irregolarità da parte dei gatekeeper? Ad esempio, un uso erroneo dei dati delle aziende da essi dipendenti, oppure vincoli troppo stringenti per gli utenti. Si tratta quindi di pratiche altamente sleali, che vengono svolte principalmente da gatekeeper, quali i social network oppure i servizi di intermediazione online.

Il DMA interviene proprio per correggere questi disequilibri nel mercato unico, rendendo l’attività dei gatekeeper molto più trasparente e affidabile. La proposta di legge prevede innanzitutto un meccanismo di indagine e riconoscimento di eventuali gatekeeper sleali, i quali saranno sottoposti a specifici controlli e dovranno rispettare una serie di condizionalità: essi dovranno consentire il libero accesso ai dati da loro generati, dovranno rendere le loro informazioni trasparenti e soprattutto dovranno agevolare gli utenti commerciali nelle loro attività contrattuali. Come il DSA, anche la legge sui mercati digitali prevede misure correttive in caso di infrazioni e una serie di indagini di mercato per verificare l’operatività delle norme, sulla base dell’evoluzione dei mercati digitali. 

Anche le associazioni e gli enti no profit si stanno adeguando al processo di digitalizzazione dettato dal momento storico. Ne è un esempio l’associazione culturale European People, volta alla sensibilizzazione dei giovani alle norme comunitarie ed internazionali tramite simulazioni delle istituzioni quali Parlamento Europeo e Nazioni Unite.

Al momento, entrambe le proposte non sono ancora state approvate e ciò significa che Parlamento europeo e gli Stati membri sono e saranno per molto tempo impegnati nel lavoro di intervento e studio del pacchetto legislativo. Il ruolo dei singoli Stati è di fondamentale importanza, poiché la digitalizzazione è un processo che deve partire innanzitutto dalla dimensione nazionale, in modo da rendersi poi efficientemente operativo anche a livello comunitario. 

Fonti:

https://ec.europa.eu/italy/news/20201215_la_commisisone_propone_nuove_norme_per_le_pattaforme_digitali_it

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/shaping-europe-digital-future_it

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/digital-markets-act-ensuring-fair-and-open-digital-markets_it

 

 

 

 

 

 

 

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