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Plastica: tutti pronti a cambiare?

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Dal 2021 entreranno in vigore le nuove regole UE sulla plastica monouso. Consumatori e produttori saranno quindi costretti ad adattarsi. Ma come?

L’impatto della plastica

La plastica è un materiale essenziale nella nostra economia; è utile, leggero, economico e una vita senza sarebbe impensabile se non quanto meno complicata. Tuttavia, il fatto che la plastica abbia un drastico impatto negativo sull’ambiente e sulla salute è una questione che non si può più sorvolare.

Attualmente si stima che l’80% dei rifiuti in mare sia costituito di sola plastica. Un dato sconcertante che dovrebbe renderci consapevoli dei rischi che l’ecosistema marino sta correndo.

E infatti secondo l’Eurobarometro, un recente sondaggio ha rivelato che la maggior parte della popolazione europea è allertata e che 9 persone su 10 sono preoccupate rispetto all’impatto ambientale della plastica.

Oggi tuttavia, questo materiale che è pensato per durare centinaia di anni è usato spesso per prodotti usa e getta. E se vogliamo cambiare le cose dobbiamo agire adesso e stravolgere i processi di produzione, d’uso e di riciclo della plastica.

Chi attua. Le nuove regole Ue.

Le nuove regole UE sulla plastica usa e getta puntano ad eliminare i 10 oggetti più popolari nelle spiagge e nei mari europei. Questi oggetti costituiscono il 70 % della spazzatura marina e sono principalmente cotton-fioc, posate e piatti di plastica, contenitori per cibo e bevande, bastoncini per palloncini e attrezzatura da pesca.

Ovviamente i prodotti indicati hanno tutti delle alternative plastic-free. E se questo non dovesse bastare altre misure parallele puntano a ridurre il consumo dei prodotti di plastica più gettonati; a responsabilizzare nei produttori; e a sensibilizzare i consumatori.

Adottata nel maggio 2018 ma in vigore effettivo dal 2021, la strategia dell’UE sulla plastica monouso è comunque parte di un progetto più ampio identificabile nel Piano d’Azione per l’Economia Circolare – nel quale la Commissione Europea ha identificato la battaglia alla plastica come una priorità.

Pro e contro

Rispetto a qualsiasi cosa si voglia dire o pensare, la “rivoluzione verde” non ha lati negativi se non per quelle aziende che fanno abuso di plastica e che saranno costrette a trovare delle alternative sostenibili.

Per quanto riguarda i lati positivi invece, adattarsi ad uno stile di vita sostenibile può solo che beneficiare le nostre vite e la relazione con il pianeta sul quale viviamo. Inoltre, se come diceva Enrico Mattei “L’ingegno è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono”, il rimpiazzamento di questi oggetti potrebbe fungere da catalizzatore per soluzioni innovative e nuove start-up.

Infine, nonostante tutti gli sforzi che le istituzioni attuano in direzione di un mondo sostenibile, l’ultima parola spetta sempre a noi individui, veri ed unici attori capaci di rendere possibile un cambiamento a livello mondiale.

Vuoi essere parte del cambiamento ma non sai da dove iniziare? Allora leggi i nostri 10 consigli su come ridurre il tuo impatto ambientale!

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