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Cosa aspettarsi dalla digitalizzazione

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La trasformazione digitale sta prendendo sempre più piede nella nostra società e, ad oggi, sembra appartenere totalmente alla nostra vita. Di seguito alcuni punti per capire come viverla ed affrontarla al meglio.

Cos’è e perché è importante

Il termine ‘Digitalizzazione’ è spesso ancora associato al trasferimento di dati dal cartaceo al digitale. Ma in un mondo dove si può fare marketing attraverso i social media, dove si vende on-line e dove la vetrina della tua azienda è visibile su Google, la parola acquisisce significati sempre più diversi. Ad oggi infatti, più che un processo di trasferimento dati, la digitalizzazione rappresenta uno strumento essenzialeper imprenditori e aziende di ogni genere, ma non solo.

Un bene o un male?

Motivo di aspro dibattito tra economisti, politici e leader di mercato, il fenomeno della digitalizzazione sta stravolgendo modelli sociali, economici e non solo. Le maggiori preoccupazioni riguardano infatti l’impatto del fenomeno in ambito lavorativo, salariale, di sicurezza e di efficienza delle risorse. Tuttavia, in molti credono che la digitalizzazione possa apportare dei contributi positivi in tali ambiti; sempre che si sia in grado di affrontare il fenomeno con gli strumenti adatti.

Prendendo ad esempio il processo di digitalizzazione di varie aziende, è possibile fare delle proiezioni approssimative del valore del processo stesso; tenendo conto anche delle ripercussioni sulla società circostante. Ma quali sono le aree più colpite dal fenomeno?

Occupazione e competenze

Attualmente si stima che i licenziamenti dovuti alla digitalizzazione oscilleranno tra i due milioni e i due miliardi entro il 2030. Un vasto margine di errore, giustificato tuttavia perché relativo alla reazione del mercato – e dei lavoratori stessi – al fenomeno digitale.

Sostenibilità ambientale

Trend storici dimostrano che per ogni incremento dell’1 % nel PIL globale, le emissioni di CO2 salgono di uno 0,5% circa – dato approssimativo se consideriamo anche il recente “risveglio ambientale”. Di questo passo tuttavia, le attuali pratiche di mercato potrebbero far oscillare pesantemente l’offerta e la domanda di risorse naturali nei prossimi dieci anni; contribuendo ad un gap di circa 8 miliardi di tonnellate di risorse.

Fiducia

Social media, piattaforme e siti web come Google o Trip Advisor hanno contribuito in modo determinante nell’ incremento della trasparenza in rete e nel guidare gli utenti verso i contenuti a loro più adatti. Secondo l’Edelman Trust Barometer tuttavia, la fiducia nei canali tecnologi è calata negli ultimi anni, con particolare preoccupazione per la privacy e la sicurezza dei dati scaturita anche da questioni etiche.

Nonostante queste siano sfide estremamente delicate e complicate, bisogna essere consapevoli del fatto che la rivoluzione digitalein atto ha il potenziale per contribuire positivamente al nostro futuro.

La forza lavoro del futuro

Da un altro punto di vista infatti, il fenomeno della digitalizzazione potrebbe creare fino a 6 milioni di posti di lavoro solo nell’industria logistica ed elettronica tra il 2019 e il 2025. Ovviamente in questo caso ci saranno vinti e vincitori; a vantaggio dei business che saranno in grado di aggiornare le competenze dei propri lavoratori e formare la prossima generazione di lavoratori.

Verso un futuro sostenibile

In tutto il mondo continuano a fiorire iniziative digitali che spingono verso un’industria sempre più sostenibile. Queste iniziative puntano a sensibilizzare le nuove generazioni di nomadi digitali educate per vivere in maniera sostenibile. E sebbene il progetto in generale appaia idealistico, effettivamente potrebbe salvare fino a 26 miliardi di tonnellate di emissioni in 6 anni. L’equivalente di tutte le emissioni europee in un arco di tempo simile.

Queste stime potenziali tuttavia, potranno essere raggiunte solamente con il presupposto di saper superare nuovi ostacoli; come l’accettazione di nuove leggi e di nuovi modelli economici, l’assunzione di nuove figure e di nuovi clienti e l’impatto stesso delle tecnologie sull’ambiente.

Le nuove competenze

Il processo di digitalizzazione in realtà ha già preso piede da un po’. E per chi non se ne fosse accorso ha anche creato nuovi lavori (SEO manager, Social Media Account manager e così via), nuove organizzazioni (fornitori di cloud, agenzie digitali) e anche nuovi settori economici (sicurezza digitale e data science).

In alcuni paesi, come in India ad esempio, la rivoluzione digitale ha anche funzionato da catalizzatore per una crescita d’occupazione, con una media di 4 lavori creati per ogni azienda che ha attutato un processo di digitalizzazione.

Le sfide

Le tecnologie digitali trasformano le organizzazioni. Ma la velocità in cui lo fanno implica tempi di aggiornamento più lunghi e rende quindi la sfida più difficile. Per le organizzazioni è quindi necessario mantenere una strategia coerente che includa piani di aggiornamento continui per il proprio personale.  E se le rivoluzioni precedenti hanno giocato sul lungo termine, la rapidità del digitale è tale che i business dovranno stare al passo.

Se quindi pensi che la digitalizzazione rappresenti il futuro per la tua azienda o per la tua carriera, sei ancora in tempo per rimanere aggiornato e non restare indietro.

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