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Chi è David Sassoli: dal telegiornale all’europarlamento

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Immagine La Presse

Dalla RAI al Parlamento Europeo, la storia di David Sassoli, nuovo presidente del PE

Nato nel 1956, il nuovo presidente del Parlamento Europeo è cresciuto a Roma e si è laureato a Firenze in scienze politiche. Padre di due figli, inizia a dedicarsi alla carriera giornalistica all’età di 30 anni: prima nella redazione del quotidiano Il Giorno per sette anni, poi in RAI come inviato del telegiornale. Durante la sua carriera giornalistica, Sassoli ha anche partecipato a trasmissioni e programmi tv come conduttore e collaboratore.

La svolta professionale

Nel 2009 diventa vicedirettore del TG1, aderisce al nuovo partito di Veltroni e decide di candidarsi alle europee con il gruppo dei Socialisti e Democratici. Con il record di 412mila preferenze, nello stesso anno è il primo eletto nel suo comune e diventa capogruppo del Partito Democratico al PE. Dopo questo grande successo decide che “tutta la sua vita” sarà dedicata all’attività politica.

Alle elezioni del 2012 si vota dopo cinque anni di governo di centro destra, ma soprattutto si attendono le primarie del PD per scegliere il candidato sindaco della capitale. Proprio in queste elezioni però arriva la prima delusione; e alla fine Sassoli dovrà cedere la carica di sindaco ad Ignazio Marino.

Dal 2014 fino a maggio 2019 viene riconfermato all’Europarlamento per la sua terza legislatura europea. Durante questo periodo inoltre, Sassoli è stato vicepresidente del PE e ha lavorato in concomitanza con l’ex presidente Antonio Tajani.

La presidenza del Parlamento Europeo

Sassoli è stato eletto nuovo Presidente del PE durante la seduta plenaria a Strasburgo, ottenendo 345 voti e superando gli altri tre candidati Keller, Rego e Zahradil. Il PD tuttavia, è l’unico partito italiano ad aver votato per lui, mentre Forza Italia si è astenuta; e Lega e FDI hanno votato per Zahradil.

Se da una parte la sua presidenza è stata accolta con entusiasmo quindi, come nelle parole di Zingaretti o di Pisapia che confermano le sue qualità umane, politiche e professionali, dall’altra il Premier Salvini si è dichiarato deluso.

L’Europa al primo posto

A prescindere dall’orientamento politico comunque, Sassoli è un europeista convinto; e tra la sua agenda politica i primi interessi riguardano la riforma del trattato di Dublino sull’immigrazione e il cambiamento climatico. Nel suo discorso di ringraziamento inoltre, ha voluto rilanciare lo slogan “uniti nella differenza”, ribadendo che l’UE non è “un incidente della storia […] ma l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia”.

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