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Educazione civica, da settembre nelle scuole per 33 ore all’anno

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Torna nelle scuole l’educazione civica: 33 ore d’insegnamento obbligatorie su processi sociali, economici e giuridici della società. Fondamentale la reintroduzione della materia che, lavorando in conformità con progetti di natura privata, speriamo possa contribuire alla formazione dei leader di domani.

 

La Camera dei deputati ha recentemente approvato la legge che istituisce l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole primarie e secondarie. Il provvedimento passerà adesso all’esame del Senato e, se approvato, sarà in vigore dal prossimo anno.

Ma in cosa consiste l’educazione civica?

Dal testo del provvedimento, che prevede 33 ore di studio obbligatorie, si evince che la materia “sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei processi sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola d’infanzia”.

L’insegnamento quindi, prevede particolare attenzione allo studio della costituzione, delle istituzioni statali ed europee, dello sviluppo sostenibile e di elementi fondamentali di diritto. Tra le novità inserite anche la consulta dei diritti e dei doveri dell’adolescente digitale: per prevenire e contrastare il cyberbullismo e per sviluppare una consapevolezza funzionale delle odierne dinamiche digitali. Fondamentale è inoltre l’attenzione che viene posta allo studio delle istituzioni europee e del funzionamento di quest’ultime nel percorso formativo delle nuove generazioni.

Gli elementi affrontati dalla nuova materia sembrano dunque attualizzarsi al giorno d’oggi, permettendo di sviluppare competenze digitali e di conoscere a fondo le istituzioni europee.

Lo stesso percorso viene esplorato dal progetto IMEP & SUN (International Model European Parliament & Start Up Now) che, oltre a simulare i procedimenti del parlamento europeo, da quest’anno introduce anche le figure professionali del giornalista, del lobbista e dell’imprenditore/startupper.

In virtù del ritorno all’insegnamento dell’educazione civica dunque, progetti del genere appaiono fondamentali in coesione con la reintroduzione della materia a scuola. E in questo senso ci auguriamo un lavoro sempre più coordinato tra istituzioni pubbliche e private.

Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito di European People.

Aggiornamento 16 Settembre 2019

Il primo giorno di scuola il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), ha dichiarato che l’educazione civica non rappresenterà una materia per l’anno scolastico 2019. Questo insegnamento infatti, secondo il CSPI non è mai stato introdotto come materia singola e fino ad ora ha solo sperimentato un insegnamento trasversale.

Come detto in precedenza, la materia avrebbe previsto lo studio della Costituzione, dello sviluppo sostenibile e di elementi fondamentali di diritto internazionale nonché la consulta dei diritti e dei doveri dell’adolescente digitale. E nonostante questo sia un vero peccato, soprattutto per il fatto che potrebbe penalizzare i nostri studenti, le ragioni sono ben fondate.

I professori infatti, non sono ancora stati formati in questo settore e questo potrebbe portare a risultati ben peggiori che delle semplici lacune in materia. Ad ogni modo, il neo-ministro dell’istruzione Fioramonti si è già reso conto della priorità della questione e ha promesso di organizzare incontri con dirigenti e docenti per fissare un’eventuale programmazione ad inizio dell’anno nuovo.

Infine, ricordiamo a studenti e professori che i progetti di European People puntano proprio all’acquisizione di tali competenze e conoscenze e che quindi, almeno per l’anno 2019, non dovrete aspettare le lunghe tempistiche della burocrazia italiana.

Visita il sito European People e scopri come prepararti al futuro!

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